La nuova editoria antisessista: Flewid e Frute

Riviste femministe in ottica di genere molto interessanti stanno comparendo recentemente in Italia, probabilmente consapevoli dei progetti editoriali indipendenti che all’estero sono sempre di più e che hanno un effettivo pregio contenutistico e grafico. Di questi casi italiani, due sono quelli che ho supervisionato: Flewid e Frute, simbolo di una nuova apertura che la terza ondata femminista sta portando anche in Italia.

Flewid. Roma, 2018
Si tratta di un progetto editoriale ideato e diretto dalla prima editrice transgender italiana, la creativa Emi Marchionni. Una pubblicazione semestrale che promuove la fluidità di genere, per allontanarsi dalle strutture patriarcali e dai confini sociali e culturali. In particolare si tratta di un magazine che indaga storie e identità diverse e anticonvenzionali, con l’intento di mescolare moda e arte al fine di creare un linguaggio visivo che va alla scoperta delle diversità di genere. Il nome deriva dall’unione di due parole Flew (con il…

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Non c’è l’Inferno nel mondo del buon Dio. Pentimento e giudizio in Fabrizio De André

La morale cristiana nell’opera di De André si trova anche in altre canzoni.

In Delitto di paese, ripresa da L’assassinat di Georges Brassens, due persone che ne hanno uccisa una terza con l’intenzione di derubarla raggiungono il Paradiso in quanto pentiti del loro gesto. Una ragazza seduce un uomo anziano per poi essere pagata ma il vecchio, oltre che sorpreso dalla richiesta della giovinetta, è povero e non può pagare; lei e il suo complice (nel testo è definito sia «compagno» che «protettore»), dunque, lo uccidono credendolo un truffatore, per poi scoprire, frugandogli nelle tasche, che egli è povero davvero. «Allora presi dallo sconforto e dal rimpianto del morto, s’inginocchiaron sul poveruomo chiedendogli perdono. […] Fu qualche lacrima sul viso a dargli il Paradiso». Lo sconforto e il rimpianto alleviano la colpa agli occhi di un Dio buono e misericordioso, ma non certo per lo Stato, che ha più…

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DDL 735: l’Onu dice no a falsi abusi e alienazione parentale: Pillon sbeffeggia la lettera sui social

DonnexDiritti di Luisa Betti Dakli

Sul suo profilo Fb è il senatore Pillon avverte che “due tizie dell’Onu prendono posizione contro il #DDL735”, e con tono di chi sbeffeggia chiede se interverranno i caschi blu per arrestarlo dicendo che comunque lui andrà avanti con le audizioni ascoltando tutti: tutti eccetto chi ha più voce in capitolo di tutti quanti voi messi insieme? Senza rendersi conto che le “due tizie”, come le chiama lui, sono la Special Rapporteur dell’Onu sulla violenza contro le donne, Dubravka Šimonović, e la Presidente del Gruppo di Lavoro sulle discriminazione contro le donne, Ivana Radačić, manifesta un atteggiamento tutt’altro che dialogante verso un’istituzione come le Nazioni Unite, e verso due donne rappresentanti di questo importante organo per la tutela dei diritti umani che certamente non sono lì per caso, in barba anche agli accordi internazionali che non solo l’Italia ha ratificato e quindi deve rispettare, ma che il senatore mostra, prendendole poco sul…

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Dopo il 4 marzo c’è l’8 marzo

femministerie

8-marzodi Giorgia Serughetti

È stato scritto che in queste elezioni hanno vinto le forze anti-europeiste e populiste, il cui segno identificativo sono l’anti-elitismo o il rifiuto dell’immigrazione. Si può considerare anche come la vittoria di un fronte anti-femminista? La risposta credo debba essere: in parte sì, in parte non si sa, ma il risultato potrebbe avere un impatto non da poco sulle battaglie delle donne e delle persone Lgbti. Al tempo stesso, la crisi verticale della rappresentanza a sinistra racconta qualcosa delle nuove sfide e compiti che si aprono davanti ai movimenti femministi.

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Contro il razzismo e contro il sessismo, ancora

femministerie

sexism-and-racism-explained-0-www.imjussayin.com_di Giorgia Serughetti

A Macerata un uomo italiano di 28 anni, Luca Traini, ha compiuto un atto di terrorismo di matrice fascista e razzista, sparando e colpendo sei persone, tutte straniere, tutte di pelle nera. Il suo gesto, si dice, sarebbe una ritorsione per la morte di Pamela Mastropietro, di cui è accusato un cittadino nigeriano, Innocent Oseghale.

Nello stesso giorno, circola sui social l’immagine della testa decapitata di Laura Boldrini, accompagnata dalla scritta: “Sgozzata da un nigeriano inferocito. Questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici”. Macerata è la città della Presidente della Camera, ma il fatto avrebbe potuto accadere ovunque, perché Boldrini è da tempo diventata il simbolo dell’apertura ai migranti, dunque il bersaglio preferito di razzisti e sovranisti.

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