Oltre il velo di Silvia

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di Renata Pepicelli

In questi giorni ho scelto di non esprimermi pubblicamente sulla liberazione di Silvia Romano e quello che ne è seguito. Ho preferito aspettare per capire meglio, fermandomi, come ha scritto Annalisa Camilli, sulla soglia di quell’abbraccio potente tra una madre e una figlia finalmente di nuovo insieme. Un abbraccio bellissimo, emozionante, che tuttavia credo che non ci avrebbero dovuto mostrare, data la sua dimensione così intima e privata. Vedendo il dibattito proseguire con inaudita violenza, sento però il bisogno di provare a dire qualcosa anche io. E dire innanzitutto che il ritorno di ostaggi – con le loro storie spesso indicibili – non va dato in pasto alla pubblica opinione. È stato un errore gestire in questo modo il rientro in Italia di Silvia, che sta pagando un alto prezzo per le scelte dissennate altrui e per il suo corpo di donna, di giovane…

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A sua insaputa

Il Consigliere Comunale di Cremona Pietro Burgazzi, segretario cittadino della Lega e Presidente della Commissione Consiliare di Vigilanza, ha pubblicato su Facebook un post offensivo e volgare verso alcune ragazze africane fotografate ad una manifestazione delle Sardine: “quando non battono, nuotano”. Pensava, forse, di essere spiritoso? Pensava, forse, di essere divertente? Macchè: nella patetica ammissione di avere “erroneamente” condiviso un post razzista e sessista (ma senza l’intenzione di offendere, per carità!) precisa che i suoi lazzi si riferivano alla bizzarra abitudine di “suonare strumenti a percussione”. Anzi, dopo avere ammesso l’errore conclude che le accuse di sessismo e di razzismo sono tendenziose nonché “irriverenti”. Al Consigliere Pietro Burgazzi, sessista e razzista a sua insaputa, chiediamo rispetto. Diciamo basta alle piccole e grandi violenze, diciamo basta alle volgari allusioni, diciamo basta all’odio e al disprezzo che cresce nell’ombra del web. Consapevoli di sembrare tendenziose e irriverenti, gli ricordiamo le responsabilità che derivano dalla elezione in Consiglio Comunale e dalla Presidenza della Commissione di Vigilanza: ne sia degno. Se ritiene tali responsabilità troppo gravose, si ritiri. Come le piazze stipate dalle folle di sardine, chiediamo con forza che il linguaggio e i luoghi della politica non abbandonino mai il rispetto per le persone e per i diritti delle donne. E per i musicisti, certo.

Rete Donne – Se Non Ora, Quando? – Cremona

 

SARDINE-LEGHISTA-PIETRO-BURGAZZI

A sua insaputa

Il Consigliere Comunale di Cremona Pietro Burgazzi, segretario cittadino della Lega e Presidente della Commissione Consiliare di Vigilanza, ha pubblicato su Facebook un post offensivo e volgare verso alcune ragazze africane fotografate ad una manifestazione delle Sardine: “quando non battono, nuotano”. Pensava, forse, di essere spiritoso? Pensava, forse, di essere divertente? Macchè: nella patetica ammissione di avere “erroneamente” condiviso un post razzista e sessista (ma senza l’intenzione di offendere, per carità!) precisa che i suoi lazzi si riferivano alla bizzarra abitudine di “suonare strumenti a percussione”. Anzi, dopo avere ammesso l’errore conclude che le accuse di sessismo e di razzismo sono tendenziose nonché “irriverenti”. Al Consigliere Pietro Burgazzi, sessista e razzista a sua insaputa, chiediamo rispetto. Diciamo basta alle piccole e grandi violenze, diciamo basta alle volgari allusioni, diciamo basta all’odio e al disprezzo che cresce nell’ombra del web. Consapevoli di sembrare tendenziose e irriverenti, gli ricordiamo le responsabilità che derivano dalla elezione in Consiglio Comunale e dalla Presidenza della Commissione di Vigilanza: ne sia degno. Se ritiene tali responsabilità troppo gravose, si ritiri. Come le piazze stipate dalle folle di sardine, chiediamo con forza che il linguaggio e i luoghi della politica non abbandonino mai il rispetto per le persone e per i diritti delle donne. E per i musicisti, certo.

Rete Donne – Se Non Ora, Quando? – Cremona.

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La forza delle donne: le nostre letture per il 25 novembre

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Crediamo che il contrasto alla violenza sulle donne si faccia innanzitutto a partire dal riconoscimento della forza della donne e del loro contributo al pensiero e alla società, quest’anno quindi abbiamo scelto di segnalarvi pubblicazioni recenti destinate a un pubblico di lettrici e lettori molto vario sia per età (ci sono saggi come libri per l’infanzia) che per interessi. Buona lettura.

forzaAlessandra Chiricosta

Un altro genere di forza

Iacobelli 2019

La forza è maschile, la cura è femminile; un corpo forte è naturalmente portato all’esercizio della violenza, se non limitato da altro; un corpo debole tende invece alla mitezza e alla non sopraffazione. Sono queste premesse, trasformate in ovvietà “naturali” da una tradizione millenaria di pensiero occidentale, a costituire insieme il punto di partenza e l’obiettivo critico del libro di Alessandra Chiricosta. Convinta, sulla scia di pensatrici come Simone Weil e Angela Putino, che il concetto di “forza” possa essere…

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L’estate del nostro scontento

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di Chiara Anselmi, Cecilia D’Elia e Giorgia Serughettiindex

Il clima politico di questa estate 2019 è quello di un’infinita campagna elettorale, sotto la minaccia di una crisi politica continuamente dietro l’angolo e perennemente rimandata. Ogni cosa è esagerata, brandita come un simbolo, agitata per colpire l’avversario o rivendicare meriti. Tutto è sopra le righe, dimensioni e numeri dei fatti reali vengono distorti in un gioco di specchi deformanti per ideologia o ipocrisia.

Il clima meteorologico è invece realmente sopra le righe, si divide tra caldo afoso e super grandinate, i più anziani rimpiangono l’anticiclone delle Azzorre, ma solo i più giovani, con Greta Thunberg, sembrano prendere sul serio i cambiamenti in corso. La ragazza continua determinata la sua battaglia per salvare il pianeta, incurante delle ingiurie sui social e sulla stampa di destra.

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Votiamo il futuro: un’Europa femminista

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6818538804_f9a49014ce_bdi Femministerie

Mancano pochi giorni al voto e i sondaggi dicono che ancora tanta è l’indecisione tra le elettrici e gli elettori, soprattutto tra le prime. Questa politica sembra non parlare alle donne e di conseguenza questa campagna elettorale sembra non appassionarle.

Eppure, mai come questa volta, si sceglie il destino dell’Europa. Questa elezione del Parlamento Europeo è la più politica di cui abbiamo memoria. E riguarda profondamente le donne, la loro libertà, l’autonomia delle scelte, i modelli di convivenza tra le persone.

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